Adelfio Elio Cardinale

Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo

I presupposti dell’azione fototerapica della luce erano stati intuiti nel 1769, da Lazzaro Spallanzani: questi – sacerdote, professore di Pavia, considerato uno dei più illuminati fondatori della biologia moderna - aveva ipotizzato l’azione battericida della luce solare; ma, in particolare si deve a Maleschott, nel 1855, l’aver fissato in alcuni assiomi il concetto dell’azione biologica della luce. Fu soprattutto un medico siciliano, Antonino Sciascia, a indagare - sistematicamente, sperimentalmente, clinicamente- l’azione biologica e terapeutica dell’energia luminosa.
Nel 1892 diede comunicazione della sua invenzione in un congresso internazionale di oftalmologia; reiterò il resoconto delle sue esperienze, nel 1894 a Roma, in un congresso medico internazionale; nel 1902 pubblicò un piccolo trattato sulla materia, dal titolo “ La fototerapia” .
Purtroppo, ancora una volta , uno scienziato siciliano fu penalizzato e il Nobel per la medicina, nel 1903, fu assegnato al danese Niels Ryberg Finsen, con la seguente motivazione: “ Per il suo metodo di trattamento delle malattie, specialmente del lupus vulgaris, per mezzo di raggi di luce concentrata”. Da queste premesse nasce il libro di Pietro Macaluso “ Le ragioni di Sciascia – cronaca di un Nobel negato”.
Un saggio su una antica storia che è anche una saga, il libro si propone di rendere giustizia a Sciascia e alla verità scientifica. E’ veramente apprezzabile nell’Autore la ricca presentazione di nuovi e importanti documenti e l’acribia nella raccolta degli stessi. Ogni affermazione trova riscontro nelle carte d’archivio, molte delle quali per la prima volta ritrovate e annotate. Nel libro si embricano tematiche forti e complesse: libertà e tolleranza, etica e bioetica, medicina umana, fisica per traguardare all’epistemologia e gnoseologia. Un contributo alla verità. Un equilibrato sforzo di collocare Antonino Sciascia nel Pantheon siciliano degli uomini di scienza. Questa la sintesi del volume di Macaluso, al quale va la mia attestazione e il mio augurio.